FONDAMENTALISMO VEGANO?

31.05.2016 17:33

Ecco la lettera della nostra Mariangela Corrieri (Presidente Associazione GABBIE VUOTE-Firenze) che tutto il CAART approva e condivide.

Gentile sig. Massimo Zaratin,

mi permetto di replicare alla sua lettera del 31 marzo 2015 http://www.federfauna.org/newss.php?id=9361, letta recentemente, con lo scopo di portarla almeno a riconoscere il ragionamento logico dietro i concetti che esprimerò.

1)

Che Federfauna abbia pensato di presentare un esposto contro gli animalisti per l'eventuale imposizione di una dieta vegana a cani e gatti (il che non è generalizzato)  è in contraddizione con il proprio comportamento quando il principio fondamentale che si vorrebbe difendere è il benessere e la vita degli animali.

Federfauna alleva e quindi trasforma gli animali in strumenti finalizzati all'alimentazione umana contravvenendo (soprattutto con gli allevamenti intensivi veri lager) alle caratteristiche etologiche degli animali e contro il loro benessere e la loro speranza di vita.

I vegani proteggono la vita, la rispettano la mantengono in quanto intendono liberare gli animali da ogni sofferenza e riconoscere a loro, in quanto esseri viventi (art. 13 del Trattato di Lisbona) e con coscienza (Dichiarazione di cambridge), il rispetto e i diritti pertinenti a ogni vita.

2)

Il comportamento degli animali non è dettato dall'istinto (che poi lei, contraddicendosi,  trasforma in volontà) ma da specifiche leggi biologiche, inderogabili come sono inderogabili le leggi. I vegani impongono a se stessi l'etica di non vivere sulla sofferenza degli esseri viventi ma sappiamo che l'uomo è imperfetto, altrimenti sarebbe Dio, e che in un mondo come il nostro, creato a immagine e somiglianza dei cosiddetti poteri forti, è spesso difficile mantenere la regola vegana sempre e comunque (pensi ai farmaci in caso di malattia). Ma, i vegani cercano la coerenza e lottano per modificare le barbarie della nostra società, quelle che ci vengono tenute nascoste e di cui potremmo fare a meno per vivere.

3)

Possedere animali che si cibano di altri animali? Che significa? Che non dovremmo nel terzo millennio accettare la domesticazione del cane e del gatto diventati altra specie rispetto all'origine? Dovrebbero riempirsi le strade di cani e gatti? Le città di cani e gatti? O dovremmo ammazzarli subito appena nati? Gli animali predatori non sono stati "creati" dall'uomo, ma, come lei sa, da Dio o da qualcos'altro di cui ancora non comprendiamo la natura. Quindi il vegano che accoglie un cane o un gatto accoglie animali che migliaia e centinaia di migliaia di anni fa, prima che il concetto di veganismo nascesse,  sono stati selezionati dall'uomo e trasformati, come detto, in altre specie. Inoltre provenendo da specie predatrici (lupo e gatto selvatico) il cane e il gatto non possono violare le leggi biologiche a cui imperativamente sottostanno. Conclusione: il cane e il gatto entrano nelle case di chiunque senza collidere con le teorie etiche di nessuno anche quando venissero alimentati con altri animali. Le leggi biologiche sono al di sopra dell'uomo, almeno fino a che costui non si crede Dio.

4)

La coerenza della filosofia animalista antispecista sta nel non usare gli animali come materia, strumento, oggetto, rispettare le leggi superiori che non si possono cambiare, lottare affinchè i diritti di questi esseri viventi, come noi anche se diversi da noi (come d'altra parte sono stati considerati diversi i neri, le donne, altre etnologie, ecc.ecc.) vengano recepiti, il rispetto verso la vita venga esteso a tutti i viventi e la tortura, la brutalità, l'indifferenza verso di loro vengano sconfitti. Dalla cultura naturalmente. Noi umani abbiamo molti limiti di cultura e di comprotamento ma la coscienza ci impone di guardare e vedere, ragionare e riflettere, cambiare. Passo dopo passo, ma avanzare. Come ho detto la perfezine umana non esiste anche se molti credono di poterla, almeno a parole, individuare e descrivere.

5)

L'uomo, come si cura dei propri figli, dei deboli e dei malati della propria specie in quanto responsabile, deve curarsi anche degli animali. Se il gatto di casa preda un uccellino com'è nella sua natura, glielo toglie di bocca perchè non ha bisogno di cibarsene. Quindi difende il difendibile e poi, naturalmente, egli stesso deve difendersi se un leone lo assale.  L'uomo, vegani compresi,  non è un robot, ha sentimenti, non può restare distaccato davanti a nessun tipo di violenza, soprattutto a quelle inutili e a quelle evitabili. Se lo è non è un uomo ma, come detto, un robot.

6)

L'odio verso i propri simili ha ben diverse origini che non hanno a che fare con gli animali ritenuti sempre ai margini della vita per non dire strumenti e materia inerte. Il bianco contro il nero tanto da inventare la schiavitù; gli uomini contro le donne tanto da escluderle dal possesso dell'anima e ridurle ad appendici della vita sociale; le religioni contro le religioni tanto da inventare guerre, streghe e roghi; culture contro culture e via discorrendo. Non importa citare la storia visto che l'attualità ci parla chiaro e forte. Non abbiamo bisogno di uccidere animali per sopravvivere considerato che ormai, solo in Italia, siamo già 6 milioni di vegetariani/vegani e questa forma di alimentazione si sta diffondendo a vista d'occhio. Abbiamo esempi di supremo valore da esibire: da Leonardo da Vinci a Pitagora, da Margherita Hack a Rousseau, da Socrate a Einstein......

Spero lei possa condividere o, almeno, ammettere le ragioni esposte.

 

 

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