NO AL DDL CARETTA

21.03.2022 16:35

Mail inviata ai senatori e al gruppo parlamentare De Petris tutela animali.

Gentile Senatore,   

ci appelliamo alla Sua sensibilità nel chiedere di non accogliere e approvare il Ddl  461/2018 Caretta, proprio alla luce delle ultime modifiche alla Carta Costituzionale, Art.9 sulla tutela degli animali.
L'approvazione di un principio di civiltà e sensibilità verso il mondo degli animali non può essere vanificata con un ritorno al passato e ad una visione soltanto utilitarista della natura.
 
Sperando in una Sua riflessione 
La ringraziamo per l'attenzione
 

 

NO Al DDL  CARETTA

 

 

La Commissione Agricoltura della Camera ha recentemente approvato la proposta di legge 461/2018 della Camera, presentata dalla Deputata Maria Cristina Caretta e altri, che propone  modifiche al la Legge 157/92, la quale disciplina la caccia in Italia.

 

 Questa  proposta è molto grave e assolutamente inaccettabile, viene incontro alle richieste più retrograde del mondo venatorio e al sempre presente desiderio di sfruttare la natura in tutti i suoi aspetti, senza una visione delle conseguenze future.

 

Il testo della proposta di legge prevede l’eliminazione della possibilità per le Regioni di limitare la caccia a specie che si trovano in condizioni di accentuata sofferenza oppure in presenza di particolari situazioni ambientali, quali incendi, siccità, ecc.

 

Inoltre sarà possibile sparare a qualsiasi specie, anche se protetta, senza alcun limite di tempo (durante tutto l’anno, anche in orari notturni) e dappertutto, compresi i parchi e le aree urbane.

 

 Spariscono perciò i mezzi di controllo “ecologici” ed incruenti previsti dall’attuale legislazione.

 

Mezzi su cui si basa un reale rispetto verso la natura e che sono il cuore delle norme sul benessere animale appena introdotte in Costituzione.

 

 Questo Ddl Caretta è frutto della vecchia visione della natura che ne da il mondo venatorio.

 

Si continua a chiedere ai cacciatori la soluzione di quei problemi che invece proprio la loro attività ha determinato. Sappiamo ormai che la proliferazione di cinghiali che coinvolge quasi tutto il territorio nazionale, sia da imputare da un lato alle massicce immissioni effettuate negli scorsi anni, ma anche a modalità di caccia che non contengono la specie, ma al contrario la aumentano  giustificando così ripetute richieste di interventi di abbattimento.

 

Adesso con la motivazione della crisi indotta dalla situazione bellica russa-ucraina e conseguente crisi  nel settore alimentare europeo si potrebbe tentare l'ennesimo attacco frontale alla natura e ai suoi abitanti.

 

 

L’ISPRA - Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, massima autorità nazionale in campo faunistico, viene di fatto esclusa da ogni possibilità di intervento, venendo sostituita con ipotetici Istituti Regionali, posti sotto il diretto controllo del Presidente della Giunta.

 

 Ci chiediamo con sempre maggiore allarme cosa succederebbe in regioni come Toscana, Liguria, Emilia Romagna Trentino, di fronte ad una tale prospettiva.

 

 

Recentemente è stata inserita la tutela degli animali all'Art.9 d della Carta Costituzionale e ricordiamo infine che gli animali selvatici costituiscono ormai il 10% circa di animali nel mondo, il resto è formato da animali d'allevamento.

 

 Per tutte queste ragioni la fauna selvatica è e deve restare " PATRIMONIO INALIENABILE DELLO STATO" e non deve assolutamente essere delegata a regolamenti regionali, se non vogliamo rinunciare per sempre agli animali selvatici e anche alla legittima fruizione del territorio da parte dei liberi cittadini.

 

 

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